Bitcoin come Riserva di Valore

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BITCOIN RISERVA DI VALORE

Un sistema finanziario alternativo

Per valutare oggettivamente bitcoin come riserva di valore è necessario svincolarsi dall’errata abitudine di associarlo al dollaro. Un’associazione in controvalore che disperde il reale valore di bitcoin, una tecnologia che si presenta come alternativa al sistema finanziario tradizionale.

Bitcoin non è un sottoprodotto dell’attuale sistema finanziario, bensì un sistema a sé stante. Regole diverse ma soprattutto applicazioni che l’attuale assetto economico-finanziario non è in grado di supportare.

La sua tecnologia sboccia in un ambiente di crescente incertezza sul sistema finanziario; tassi di interesse negativi, inflazione, miliardi di euro di debiti che continuano ad aumentare la base monetaria, mentre la crescita è frenata da una pandemia globale. Tutti questi elementi stanno contribuendo alla sua diffusione come bene rifugio. E’ in atto un processo di considerazione e conseguente accettazione da parte di aziende, banche, assicurazioni ed istituzioni che hanno smesso di denigrare il tema, e stanno attivando percorsi e progetti per studiare nel dettaglio il tema e i suoi impatti per il business specifico

che il percorso è già stato tracciato. La conseguenza diretta di questa presa di coscienza è una corsa all’adozione della tecnologia bitcoin. Nessun fine speculativo, semplicemente adottato l’unica soluzione disponibile nell’attuale sistema finanziario.

Dan Schulman, CEO di Paypal, ha definito bitcoin uno strumento di inclusione per promuovere la “salute finanziaria” mentre Larry Fink, CEO di una società di gestione patrimoniale da 7 trilioni di dollari, è convinto che la valuta digitale potrebbe perdere la sua volatilità ed affermarsi come alternativa al dollaro. Sono affermazioni che devono farci riflettere perché il loro business nasce e prospera nel sistema basato sul dollaro.

Benché il dollaro continui a dominare i mercati costituendo il 60% delle riserve in valuta estera delle banche centrali, gli esperti sostengono che la criptovaluta sia in grado di rendere la valuta americana meno rilevante per i mercati, soprattutto per i detentori internazionali di asset basati sul dollaro. Una considerazione non da poco.

Perché bitcoin è una riserva di valore

Bitcoin non segue le dinamiche di potere e interesse che guidano l’andamento delle varie valute nazionali, ma si rivaluta nel tempo perché è nella sua natura di bene digitale non duplicabile. Ossia non può essere prodotto all’occorrenza come accade con le valute FIAT. L’oro è semplicemente un metallo, a differenza di bitcoin non genera alcun meccanismo sistemico nell’economia mondiale.

Bitcoin è’ nello stesso momento mezzo di scambio, riserva di valore, investimento e sistema di garanzia. Possiamo definirlo come un’ecosistema di processi con molteplici finalità, tutte positive per l’economia. Introdurre bitcoin come riserva di valore nella propria azienda è sicuramente una strategia vincente, se non intelligente. Esattamente come stanno facendo gli istituti bancari statunitensi che hanno iniziato a detenere criptovalute dopo il cenno di approvazione della OCC (Comptroller of the Currency), l’agenzia federale del governo che regola e vigila sulle banche nazionali e filiali estere.

Una strategia di facile comprensione ed immediata attuazione per qualsiasi tipo di azienda è introdurlo come alternativa alla liquidità aziendale. Oltre ad essere utilizzato come sistema di pagamento con l’estero, è in grado di preservare e rivalutare il nostro potere di acquisto. La liquidità ha dei costi che possono essere evitati. Convertire almeno il 5% della liquidità aziendale in bitcoin permette di mettersi ai ripari dall’inflazione, dai tassi di interesse negativi e da potenziali fallimenti di istituti bancari. Allo stesso tempo viene generato margine che può essere reinvestito nella nostra azienda.

La scarsità relativa che conferisce valore

Se osserviamo da vicino il mercato dei metalli preziosi, notiamo che per quanto siano scarsi la quantità estratta aumenta ogni anno. Perché? La risposta è l’aumento di produttività delle aziende minerarie. Ogni anno la capacità estrattiva è in costante aumento. Invece che diminuire, le quantità di metalli preziosi aumentano. Possiamo affermare che la scarsità delle risorse materiali è relativa. Nonostante ciò possiamo affermare che i metalli preziosi sono scarsi rispetto ad altri beni rifugio e da millenni assolvono alla funzione di riserva di valore anche se hanno perso la funzione di strumento di pagamento.

Un ragionamento a sé stante deve essere fatto per bitcoin. L’emissione massima di bitcoin è 21 milioni di pezzi.

Bitcoin da un lato ha un numero di unità limitate per definizione e questo lo rende un’ottima riserva di valore, perché più scarso di qualunque altra forma di allocazione del valore come i metalli preziosi. Dall’altro lato ogni unità di bitcoin è divisibile, quindi è fruibile digitalmente come mezzo di scambio immediato.

Ogni bitcoin può essere diviso in 100 milioni di Satoshi, man mano che il valore di un singolo bitcoin aumenta, aziende e privati faranno i loro scambi con le frazioni di un bitcoin fino alla cento milionesima parte. Se oggi con una unità possiamo acquistare una autovettura Tesla, domani me ne basteranno 0,001.

Il miglioramento tecnologico apportato da Bitcoin nei sistemi di pagamento, le ottime caratteristiche monetarie e la crescente adozione guidano Bitcoin verso un futuro in cui è visto come ultima riserva di valore.

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